ASSOCIAZIONE CULTURALE MERIDIONALISTA - PROGRESSISTA

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martedì 27 maggio 2014

Il futuro del meridionalismo





li, 27/05/2014

di Amalia Spanò

Anche questa è fatta. Si sono tenute le Elezioni Europee. Già ma quale Europa sarà? L'antieuropeismo ha dati segnali forti, ma non ha sfondato. Certo un bel 30% del Parlamento Europeo sarà da loro pressocchè occupato, ma il restante 70% se vuole e si organizza può non solo tamponare ma cambiare registro per dare risposte esaurienti alle esigenze in primis dei popoli del Sud Europa. Popoli massacrati dalle politiche d'austerità e lasciati da soli ad affrontare il dramma immigratorio. 
In Italia il populismo grillino, un linguaggio aggressivo, talvolta gratuitamente offensivo oltre il consentito, ha pagato il conto non solo non facendo l'exploit ma regredendo addirittura di alcuni punti percentuali. Il PD di Renzi ha fatto il boom oltre ogni più rosea aspettativa, sommando una serie di ragioni che lo hanno determinato : il rigetto, come detto, al linguaggio dei 5 Stelle, i proponimenti del suo leader che tra promesse in via di realizzazioni o pur solo futuribili da speranze di un minimo di concretezza a un popolo sfiancato, la debacle inevitabile ormai di Berlusconi, la pochezza di altri, e la capacità renziana di farsi accettare da una grande fetta centrista di memoria democristiana e anche centrodestrorsa moderata. 
E il Sud? Silente se non nella voce inossidabile del brigante gaetano e gramsciano Antonio Ciano del Partito del Sud, indipendente nella lista IDV, rediviva e faticosamente tornata a competere grazie all'impegno del suo segretario Ignazio Messina. Abbiamo, noi di Rubriche Meridionali, settimane fa segnalato e sostenuto la coraggiosa candidatura di Ciano, per la stima nei suoi confronti e verso gli amici del Partito del Sud. Poi qualche "aspirante meridionalista" presente altrove e la sguaiata presenza di sudisti sensibili alla pecunia vergognosamente presenti con la Lega, che sia appellata Nord o Sud, o in liste di suoi fuoriusciti, che resta in ogni caso la vergogna più riluttante dello scenario politico della penisola italica. 
Già...ma il futuro per il meridionalismo? Non può che essere nell'ambito progressista, inevitabilmente a sinistra. Lo impone la storia, la lezione e il pensiero di maestri come Gramsci, nostro riferimento e anche del Partito del Sud. Il lavoro dovrà svilupparsi perchè la sinistra prenda coscienza che il meridionalismo e la questione meridionale è nel suo DNA, che affonda le radici proprio agli albori della sua storia prefigurato, analizzato e proposto dai suoi stessi uomini. Si esca dall'equivoco della nostalgia, del neoborbonismo, di cui la stessa sinistra si fa partecipe con superficiali commenti e valutazioni, accomunando spesso tutto il movimentismo che c'è al Sud. Gran parte, ahinoi, è certo in quella spirale spesso poi debordante verso rivendicazioni addirittura vetero monarchiche, velleitarismi indipendentisti e separatisti, derive destrorse, ecc... Ma associazioni come la nostra, altre, il Partito del Sud, tanti singoli senza casa, sono e siamo, fuor d'ogni auto incensamento, sani interpreti di quel meridionalismo autentico che solo una sinistra disattenta e presuntuosa può trascurare.
Chi gli interlocutori? Diversi politici, coscienti e onesti intellettualmente, e chi tra le formazioni politiche saprà aprirsi al dialogo, alla disponibilità, alla riflessione su questa grande storia di dignità, equità e riscatto.

Amalia Spanò
Socio Promotore e Fondatore di Rubriche Meridionali 


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