ASSOCIAZIONE CULTURALE MERIDIONALISTA - PROGRESSISTA

Critica - Analisi - Riflessioni - Editoria - Proposte - Politica

domenica 25 settembre 2016

Libere frasi in libero pensiero meridionalista!



a cura della redazione:

“ I problemi e la crescita gestionale, privati o politici, hanno due modi per essere affrontati : o esserci dentro distribuendo un po’ di briciole, o fare le scelte privilegiando la lealtà dimostrata in costanza,presenza ed impegno!”

“ l’affidabilità non è data dalla partecipazione elettorale”

“ ‘O primato…’o primato….bastano quelli che si ricordano dell’ex Regno del Sud…non quelli fatui e spesso tarocchi che ci si attribuisce”

“ ancora c’è chi confonde autonomia e separatismo…studiare un po’ e un po’ di coerenza in più non guasterebbe”

“ meridionalismo è una parola abusata da chiunque immagina d’adoperarsi per qualcosa che difenda il Sud. E’altresì una parola con una sua etimologia precisa, frutto  del pensiero dei suoi padri fondatori formatisi al culto di valori sociali e umani ben definiti. Della serie: << nun tutto chell’ ca galleggia so purtualle …>>

“ i leader servono..se non sono affetti da leaderismo…”

“ nessun capo può operare da solo senza quadri intermedi all’altezza..”

“non tutto è attuabile in tempi brevi…ma il procrastinare tutto è lesivo, poco rispettoso e financo controproducente”

redattori e collaboratori della redazione di Rubriche Meridionali

venerdì 19 agosto 2016

L’isola che non c’è… ”seconda stella..fino al cammino”



di Eugenio Carli j.w.f.

“ L’isola che non c’e’ ”, celebre e storica canzone di Edoardo Bennato. Forse tra le sue più belle.
I musicisti, cantautori, non cambiano il mondo. I più bravi però riescono a lasciare armonie e testi che restano come citazioni, emozioni ispiratrici e d’invito alla riflessione.
“ L’isola che non c’è “ è un po’ l’attuale meridionalismo : qualcosa che esiste o dovrebbe esserlo , pur con la coscienza della sua necessità anche se non ritrovabile.
Da un lato la nostalgia, i rammarichi, le rivendicazioni, la memoria, le commemorazioni…il tutto pur meritorio per certi versi, ma con risultati non sufficienti se non nell’aumentare certe conoscenze e risvegliare alcune coscienze. Dall’altro impegno politico ma istituzionalmente accomunando da chi dovrebbe usufruirne  seri, comparse e merde in pari opportunità, considerazioni e rappresentatività . E pur intuendo la giustezza dell’ampio consenso, della partecipazione diffusa dal basso sarebbero auspicabili certi paletti.
Come dice nel suo bel libro “ Success and luck ” lo scrittore americano Robert H. Frank : “la meritocrazia è un valore passivo, invocabile, ma travolto da successi e fallimenti provocati invece da fattori incontrollabili”..dove chi è preposto a valutare dovrebbe “decifrare il suo peso e collocarlo nella nostra storia”.
E se non lo fa la nostra questione resta “L’isola che non c’è”….

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Eugenio Carli
j.w.f.

mercoledì 10 agosto 2016

Pensieri in libertà…



di  Andrea Balìa

C’erano :

i Beatles, il Che, Massimo Troisi e Pino Daniele, Martin Luther King, Maradona, Ray Charles, Berlinguer, Eduardo De Filippo…

Ci sono :

i Rappers, Angela Merkel, Siani e Gigi D’Alessio, Salvini, Lotain (pardon Higuain…), Renzi….

Ma cos’è uno scherzo? Nostalgia? O più semplicemente una storia di merda?

Andrea Balìa

giovedì 21 luglio 2016

(Su)de profundis….





di Eugenio Carli j.w.f.


Parlare di depressione, tentare di comprenderla non è facile…ecco perché firmo queste riflessioni con uno pseudonimo. “Nobody know my sorrow” diceva Martin Luther King, o anche “Suonarsi addosso non è bene” declamava il grande Pino Daniele. Oltretutto, non per vigliaccheria, ma il mio lavoro per un giornale rischierebbe d’andarsi a far benedire, visto le linee editoriali non così schierate in assonanza. E non possiamo permettercelo economicamente in questi tempi grami. Allora affidiamo queste modeste righe agli amici di ”Rubriche Meridionali”, che ospitano più voci tra quelle a loro amiche per visione politica.

Il de profundis, se ci accostiamo in testa due lettere..ovvero “Su”….diventa un Sud in de profundis. Tanto pessimismo direte..ebbene sì…ed ecco la sgradevole sensazione depressiva. Senza stare a rivangare i torti subiti, la storia contraffatta ed occultata, come da uso ricorrente, dai vincitori ed essere subito associati a simpatie nostalgiche, la nostra terra vive indubbiamente uno stato comatoso. Acclarate le cause urgerebbe terapia intensiva. Qua nasce la depressione riflessiva. Da oltre un trentennio s’è tornato a parlare di Sud, a riscoprirne le verità storiche. Ne abbiamo vissuto il percorso sino ad oggi: la nascita ed il fiorire di movimenti ed associazioni culturali, i convegni, le bandiere, alcuni libri…vecchi e nuovi…qualche tentativo d’espressione politica, il riparlare di “Questione Meridionale”, il riferimento ai capiscuola del pensiero meridionalista, e buon ultimo il prodigarsi affinchè queste seme contaggiasse qualche figura politica tra le più attente, oneste e serie. Nel frattempo gli eventi sociali e politici, in ispecie dei sud del mondo, sono andati avanti con fenomeni eclatanti e spesso tragici..l’Isis e i suoi attentati (buon ultimo Nizza…), l’immigrazione incontenibile e luttuosa, ed eventi in loco come Terra dei Fuochi e il disastro ferroviario pugliese. Poco cambia però, ed ecco ormai il sentirsi sopraffatti da uno stato depressivo. Parlavamo poc’anzi di figure di riferimento, ma siamo ancora agli abbracci dei capi di governo da accettare commossi, alla speranza di modificare dall’interno formazioni politiche decotte per cui una vecchia Dc sembra nel ricordo un insieme di persone forse anche più rispettabili. D’altro canto il non riuscire a far sì che i più appassionati,o forse competenti nel merito,possano avere una rappresentanza politica per curare e alimentare il seme meridionalista istituzionalmente. Allora restano progetti magni, le belle parole d’apprezzamento, di condivisione, ma tutto sulla carta senza cogliere le migliorie e più leali intelligenze se non suffragate da valanghe di voti. 
Certo la democrazia questa è..ma poi leggendosi Canfora e il suo testo in merito c’è da valutarne assieme agli indubbi valori anche gli oggettivi limiti.
Ho forti dubbi d’essere riuscito a trasmettere o chiarire il perchè d’una sgradevole sensazione d’impotenza che porta con sè uno stato depressivo.
Non avvilitevi amici ma aguzzate l’ingegno…


Eugenio Carli j.w.f. 


(Su)de profundis….






di Eugenio Carli j.w.f.


Parlare di depressione, tentare di comprenderla non è facile…ecco perché firmo queste riflessioni con uno pseudonimo. “Nobody know my sorrow” diceva Martin Luther King, o anche “Suonarsi addosso non è bene” declamava il grande Pino Daniele. Oltretutto, non per vigliaccheria, ma il mio lavoro per un giornale rischierebbe d’andarsi a far benedire, visto le linee editoriali non così schierate in assonanza. E non possiamo permettercelo economicamente in questi tempi grami. Allora affidiamo queste modeste righe agli amici di ”Rubriche Meridionali”, che ospitano più voci tra quelle a loro amiche per visione politica.

Il de profundis, se ci accostiamo in testa due lettere..ovvero “Su”….diventa un Sud in de profundis. Tanto pessimismo direte..ebbene sì…ed ecco la sgradevole sensazione depressiva. Senza stare a rivangare i torti subiti, la storia contraffatta ed occultata, come da uso ricorrente, dai vincitori ed essere subito associati a simpatie nostalgiche, la nostra terra vive indubbiamente uno stato comatoso. Acclarate le cause urgerebbe terapia intensiva. Qua nasce la depressione riflessiva. Da oltre un trentennio s’è tornato a parlare di Sud, a riscoprirne le verità storiche. Ne abbiamo vissuto il percorso sino ad oggi: la nascita ed il fiorire di movimenti ed associazioni culturali, i convegni, le bandiere, alcuni libri…vecchi e nuovi…qualche tentativo d’espressione politica, il riparlare di “Questione Meridionale”, il riferimento ai capiscuola del pensiero meridionalista, e buon ultimo il prodigarsi affinchè queste seme contaggiasse qualche figura politica tra le più attente, oneste e serie. Nel frattempo gli eventi sociali e politici, in ispecie dei sud del mondo, sono andati avanti con fenomeni eclatanti e spesso tragici..l’Isis e i suoi attentati (buon ultimo Nizza…), l’immigrazione incontenibile e luttuosa, ed eventi in loco come Terra dei Fuochi e il disastro ferroviario pugliese. Poco cambia però, ed ecco ormai il sentirsi sopraffatti da uno stato depressivo. Parlavamo poc’anzi di figure di riferimento, ma siamo ancora agli abbracci dei capi di governo da accettare commossi, alla speranza di modificare dall’interno formazioni politiche decotte per cui una vecchia Dc sembra nel ricordo un insieme di persone forse anche più rispettabili. D’altro canto il non riuscire a far sì che i più appassionati,o forse competenti nel merito,possano avere una rappresentanza politica per curare e alimentare il seme meridionalista istituzionalmente. Allora restano progetti magni, le belle parole d’apprezzamento, di condivisione, ma tutto sulla carta senza cogliere le migliorie e più leali intelligenze se non suffragate da valanghe di voti. 
Certo la democrazia questa è..ma poi leggendosi Canfora e il suo testo in merito c’è da valutarne assieme agli indubbi valori anche gli oggettivi limiti.
Ho forti dubbi d’essere riuscito a trasmettere o chiarire il perchè d’una sgradevole sensazione d’impotenza che porta con sè uno stato depressivo.
Non avvilitevi amici ma aguzzate l’ingegno…


Eugenio Carli j.w.f. 


(Su)de profundis….


di Eugenio Carli j.w.f.

Parlare di depressione, tentare di comprenderla non è facile…ecco perché firmo queste riflessioni con uno pseudonimo. “Nobody know my sorrow” diceva Martin Luther King, o anche “Suonarsi addosso non è bene” declamava il grande Pino Daniele. Oltretutto, non per vigliaccheria, ma il mio lavoro per un giornale rischierebbe d’andarsi a far benedire, visto le linee editoriali non così schierate in assonanza. E non possiamo permettercelo economicamente in questi tempi grami. Allora affidiamo queste modeste righe agli amici di ”Rubriche Meridionali”, che ospitano più voci tra quelle a loro amiche per visione politica.
Il de profundis, se ci accostiamo in testa due lettere..ovvero “Su”….diventa un Sud in de profundis. Tanto pessimismo direte..ebbene sì…ed ecco la sgradevole sensazione depressiva. Senza stare a rivangare i torti subiti, la storia contraffatta ed occultata, come da uso ricorrente, dai vincitori ed essere subito associati a simpatie nostalgiche, la nostra terra vive indubbiamente uno stato comatoso. Acclarate le cause urgerebbe terapia intensiva. Qua nasce la depressione riflessiva. Da oltre un trentennio s’è tornato a parlare di Sud, a riscoprirne le verità storiche. Ne abbiamo vissuto il percorso sino ad oggi: la nascita ed il fiorire di movimenti ed associazioni culturali, i convegni, le bandiere, alcuni libri…vecchi e nuovi…qualche tentativo d’espressione politica, il riparlare di “Questione Meridionale”, il riferimento ai capiscuola del pensiero meridionalista, e buon ultimo il prodigarsi affinchè queste seme contaggiasse qualche figura politica tra le più attente, oneste e serie. Nel frattempo gli eventi sociali e politici, in ispecie dei sud del mondo, sono andati avanti con fenomeni eclatanti e spesso tragici..l’Isis e i suoi attentati (buon ultimo Nizza…), l’immigrazione incontenibile e luttuosa, ed eventi in loco come Terra dei Fuochi e il disastro ferroviario pugliese. Poco cambia però, ed ecco ormai il sentirsi sopraffatti da uno stato depressivo. Parlavamo poc’anzi di figure di riferimento, ma siamo ancora agli abbracci dei capi di governo da accettare commossi, alla speranza di modificare dall’interno formazioni politiche decotte per cui una vecchia Dc sembra nel ricordo un insieme di persone forse anche più rispettabili. D’altro canto il non riuscire a far sì che i più appassionati,o forse competenti nel merito,possano avere una rappresentanza politica per curare e alimentare il seme meridionalista istituzionalmente. Allora restano progetti magni, le belle parole d’apprezzamento, di condivisione, ma tutto sulla carta senza cogliere le migliorie e più leali intelligenze se non suffragate da valanghe di voti. 
Certo la democrazia questa è..ma poi leggendosi Canfora e il suo testo in merito c’è da valutarne assieme agli indubbi valori anche gli oggettivi limiti.
Ho forti dubbi d’essere riuscito a trasmettere o chiarire il perchè d’una sgradevole sensazione d’impotenza che porta con sè uno stato depressivo.
Non avvilitevi amici ma aguzzate l’ingegno…

Eugenio Carli j.w.f. 

domenica 26 giugno 2016

Risultati amministrative 2016…considerazioni….



di Attilio Stolder

E’ passata una settimana…giusto per non commentare a caldo. Allora disastro PD…45 comuni da governare contro i 90, perdendo grandi città come Roma e Torino. Quello che semini raccogli..è inevitabile. 
Per la vulgata nazionale invece trionfo 5 Stelle, avendo conquistato le due città in questione. Un’analisi un po’ più oggettiva porterebbe a considerare altresì, che, pur rimanendo due vittorie, sono nei fatti più due sconfitte renziane. A Roma, in assenza di competitor credibili risultato scontato al di là dei propri meriti, a Torino gran supporto di voti del centrodestra e di Salvini, ingolositi dall’opportunità di riuscire a far perdere il PD. Ma a loro la cosa non fa gran specie visto che il loro capocomico ha detto che dell’antifascismo se ne sbatte, che i giovani di Casa Pound sono i benvenuti. Il fiato l’avevano rotto, in merito, quando fecero l’accordo con Farage in Europa, pur se da qualche giorno danno sulla cosa qualche segnale di ripensamento. A Napoli hanno preso uno scarso 9,5/10%...altro che ballottaggio auspicato e urlato, dice…: ”ma siamo migliorati..”..bè partendo dal 1,5% non era una difficoltà insormontabile… e dice : ”ma Brambilla non era così forte,esperto..il cognome l’ha penalizzato”.. e quando glielo facevano notare gli altri avevano scelto gli altri o era una loro scelta inappropriata e ridicola in partenza? 
De Magistris ha fatto bingo..tra loro,un PD campano improponibile ancora alle prese con i Bassolino, Cozzolino,la figurante Valente e la ripetizione di primarie taroccate. E come unico avversario un Lettieri, col suo campionario di megamanifesti ridicoli, feste con neomelodici e tronisti, avendo il sindaco uscente come supporto 5 anni difficili, ma di trasparenza, buoni risultati e segnali di partecipazione popolare inorgoglita da un ritrovato senso d’appartenenza territoriale. Forse sarebbe servita un’attenzione maggiore per alcune liste con qualche presenza discutibile, ma l’altrui manifesta incapacità ha azzerato eventuali pericoli. 
Ora l’ex magistrato deve costruire buoni quadri intermedi per non restare un ottimo ma eventualmente solo uomo al comando. Si attendono segnali, competenze e lealtà su cui fidare. Come star basta lui.

Attilio Stolder